Pensiamo immagini/ Maigret Alassino

About me, Paris, Simenon and Alassio..

In tempi di Covid la resilienza è d’obbligo. Chiusi in noi stessi possiamo aprirci al mondo attraverso il nostro mondo, attraverso gli oggetti nei quali siamo immersi quotidianamente e che diamo per scontati.
Riorganizzare la Biblioteca Tribaleglobale mi ha dato questa sensazione, amplificata in modo esponenziale da uno sguardo nuovo su una antica passione, Simenon.
Galeotto fu un viaggio a Parigi, correva l’anno 1969, avevo tredici anni e il mio lungimirante genitore decise che avrei accompagnato mia sorella Marta in un viaggio di studio.
Per il figlio di un operaio dell’Italsider andare a Parigi aveva in quel tempo lo stesso impatto emotivo che avrebbe oggi andare su Marte: ricordo mia madre che cucì nelle mie mutande un pò di soldi da usare in caso di emergenza ( tornarono intatti a casa, ma rischiammo di usarli per acquistare il quadro di un giovane artista di Montmartre che esercitava un certo fascino su Marta..) ,il bidello che venne a chiamarmi in classe il giorno della partenza ( andare a scuola era un rito di cui non si doveva perdere nemmeno un minuto) “ Sono venuti a prendere Arnaldi. Deve andare a Parigi..”

al Bois de Boulogne, 1969

Ricordo le sfumature di quel viaggio in bianco e nero: Il treno, da Savona a Torino e poi, nella notte da Torino alla Gare de Lion …il primo cafe au lait ordinato da Marta, anzi il cafe olè che d’istinto mi fece venire in mente i Toreri..il Bois de Boulogne, la tempesta emotiva davanti ai Van Gogh esposti al Jeu de Paume, le Halles…ma su tutto Simenon, anzi all’epoca Maigret, che iniziai a leggere con avidità e che sentivo nel mio mondo grazie alla mediazione della TV e del grande Gino Cervi, immagini permeate dal rinnovarsi dell’odore inconfondibile della Metropolitana, del gusto dei Croque Mousieur , avvolte nel suono struggente della voce di Tenco che cantava“ Un giorno dopo l’altro” alla fine di ogni puntata delle Inchieste del Commissario Maigret trasmesse dalla RAI . Una limpida esperienza di conoscenza sinestetica che mi ha formato e accompagnato per tutta la vita.
Vedendo i Simenon della Biblioteca Tribaleglobale ( ad oggi 176 titoli ) oggi rifletto anche sulla qualità estetica presente in quegli anni anche in prodotti destinati al largo consumo popolare ( come appunto la qualità dell’offerta televisiva ) .
Le copertine dei Maigret editi da Mondadori a partire dagli anni sessanta parlano, danno anima e fisicità al personaggio Maigret grazie alla genialità creativa di FERENC PINTÉR, artista geniale di origine ungherese nata ad Alassio dove rimase fino a 8 anni. Dentro la pubblicazione di un libro, anche di un giallo destinato quindi all’epoca ad un pubblico di massa e venduto a poche lire, c’era tensione verso la bellezza, la qualità, la ricerca: quei vecchi libri economici ce lo ricordano, e ci ricordano il fatto che i libri sono oggetti sacri, evocano stati di coscienza…anche quando costano poco

In times of Covid, resilience is a must. Closed in ourselves we can open ourselves to the world through our world, through the objects in which we are immersed daily and which we take for granted.
Reorganizing the Tribaleglobale Library gave me this feeling, amplified exponentially by a new look at an ancient passion, Simenon.
Galeotto was a trip to Paris, it was 1969, I was thirteen and my farsighted parent decided that I would accompany my sister Marta on a study trip.
For the son of an Italsider worker, going to Paris at that time had the same emotional impact that going to Mars would have today: I remember my mother sewing some money in my underwear to use in an emergency (they returned home intact , but we risked using them to buy the painting of a young artist from Montmartre who exercised a certain fascination on Marta ..), the janitor who came to call me in class on the day of departure (going to school was a ritual that was not supposed to lose even a minute) “They came to get Arnaldi. He must go to Paris .. “
I remember the nuances of that journey in black and white: The train, from Savona to Turin and then, in the night from Turin to the Gare de Lion … the first cafe au lait ordered by Marta, or rather the cafe olè that instinctively made me come in mind the Bullfighters … the Bois de Boulogne, the emotional storm in front of the Van Goghs exhibited at the Jeu de Paume, the Halles … but on all Simenon, indeed at the time Maigret, which I began to read with greed and that I felt in my world thanks to the mediation of TV and the great Gino Cervi, images permeated by the renewal of the unmistakable smell of the Metro, the taste of the Croque Mousieur, wrapped in the poignant sound of the voice of Tenco who sang “One day after another” at the end of each episode of the inquiries of Commissioner Maigret broadcast by RAI. A clear experience of synaesthetic knowledge that has formed and accompanied me throughout my life.
Seeing the Simenons of the Tribaleglobale Library (currently 176 titles), today I also reflect on the aesthetic quality present in those years even in products destined for popular consumption (such as the quality of the television offer).
The covers of the Maigret published by Mondadori starting from the sixties speak, give soul and physicality to the Maigret character thanks to the creative genius of FERENC PINTÉR, a brilliant artist of Hungarian origin born in Alassio where he remained up to 8 years. Inside the publication of a book, even of a thriller destined at the time to a mass audience and sold for a few lire, there was a tension towards beauty, quality, research: those old economic books remind us of this, and they remind us of the fact that books are sacred objects, they evoke states of consciousness… even when they are cheap

https://www.flickr.com/photos/tribaleglobale/albums/72157716842204591