Fabbri e Kriester: la materia ruggisce, la materia trascende

AGENORE FABBRI e RANIER KRIESTER: LA MATERIA RUGGISCE, LA MATERIA TRASCENDE.

L’arte inesorabilmente risveglia le coscienze sopite. Le mette davanti alla realtà, sia essa serena o terribile. Mette in fuga vigliaccheria e mediocrità, sempre in agguato sopratutto in tempi difficili.

E’ questa la sensazione che si prova davanti alle ceramiche e ai bronzi di Agenore Fabbri, indimenticato protagonista della stagione formidabile dell’arte nel Ponente ligure della seconda metà del secolo scorso.

Ora sono esposte tra Cosio d’Arroscia, Mendatica e  Onzo, in quella terra aspra e suggestiva che di ruggiti potenti ne sa qualcosa: il ruggito Situazionista, nato nel 1957 a Cosio infiammò il ‘68 Parigino e il mondo intero: “ siamo realisti, esigiamo l’impossibile” è un inarrestabile fiume carsico destinato a riemergere e a travolgere la dittatura della mediocrità; il ruggito Partigiano, di casa sui  monti della Valle Arroscia, è tuttora monito severo incarnato nel Monumento che Agenore Fabbri installò a Savona, in Piazza Martiri della Libertà,   e  nella Sentinella della Pace che, grazie all’arte di un altro gigante del secondo Novecento, Rainer Kriester, vigila da Marmoreo ricordandoci ogni 2 Giugno che la Costituzione è solo un pezzo di carta senza l’impegno responsabile e convinto di ogni cittadino. La bellezza severa e ieratica delle opere di Kriester dialoga con la potenza evocativa delle opere di Fabbri, testimonia aspetti diversi ma complementari di quella esigenza di umanità che è la profonda  funzione dell’arte, e la presenza nello stesso spazio espositivo – la Sala Consiliare del Comune di Cosio d’Arroscia- di una gigantesca tela ( 2 metri per 3 !) realizzata da Emilio Scanavino nel 1961 chiude un cerchio ideale sulle Avanguardie Artistiche nel Ponente Ligure, da Albisola a Calice Ligure, sulla loro importanza nell’elaborare e superare le ferite profonde lasciate  dalla barbarie della guerra scatenata dalle dittature nazi fasciste. 

Oggi altri venti di guerra e di catastrofi irrompono nelle nostre vite, e forse godere della bellezza antica dell’arte potrà aiutarci a restare umani, a non sottrarci alla responsabilità dell’azione personale, consapevoli che nella elaborazione responsabile della  sofferenza  si trova salvezza.

E’ un monito impegnativo e profondo, che i curatori di questo insieme di eventi – Giuliano Arnaldi ed Emilio Grollero per l’Associazione SituAzioni Tribaliglobali- affidano ancora una volta alla forza tellurica delle sculture di Agenore Fabbri, esponendo negli spazi dell’Unione Cattolica Artisti Italiani in Piazza dei Leoni ad Albenga di concerto con la Diocesi di Albenga – Imperia – una grande Crocifissione in bronzo che il Maestro Pistoiese realizzo’ nel 1966 in occasione della VII Biennale Nazionale di Arte Sacra.

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