TRIBALEGLOBALE 2020

tabula rasa
reset, restart

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Pensiamo immagini/ Maigret Alassino

About me, Paris, Simenon and Alassio..

In tempi di Covid la resilienza è d’obbligo. Chiusi in noi stessi possiamo aprirci al mondo attraverso il nostro mondo, attraverso gli oggetti nei quali siamo immersi quotidianamente e che diamo per scontati.
Riorganizzare la Biblioteca Tribaleglobale mi ha dato questa sensazione, amplificata in modo esponenziale da uno sguardo nuovo su una antica passione, Simenon.
Galeotto fu un viaggio a Parigi, correva l’anno 1969, avevo tredici anni e il mio lungimirante genitore decise che avrei accompagnato mia sorella Marta in un viaggio di studio.
Per il figlio di un operaio dell’Italsider andare a Parigi aveva in quel tempo lo stesso impatto emotivo che avrebbe oggi andare su Marte: ricordo mia madre che cucì nelle mie mutande un pò di soldi da usare in caso di emergenza ( tornarono intatti a casa, ma rischiammo di usarli per acquistare il quadro di un giovane artista di Montmartre che esercitava un certo fascino su Marta..) ,il bidello che venne a chiamarmi in classe il giorno della partenza ( andare a scuola era un rito di cui non si doveva perdere nemmeno un minuto) “ Sono venuti a prendere Arnaldi. Deve andare a Parigi..”

al Bois de Boulogne, 1969

Ricordo le sfumature di quel viaggio in bianco e nero: Il treno, da Savona a Torino e poi, nella notte da Torino alla Gare de Lion …il primo cafe au lait ordinato da Marta, anzi il cafe olè che d’istinto mi fece venire in mente i Toreri..il Bois de Boulogne, la tempesta emotiva davanti ai Van Gogh esposti al Jeu de Paume, le Halles…ma su tutto Simenon, anzi all’epoca Maigret, che iniziai a leggere con avidità e che sentivo nel mio mondo grazie alla mediazione della TV e del grande Gino Cervi, immagini permeate dal rinnovarsi dell’odore inconfondibile della Metropolitana, del gusto dei Croque Mousieur , avvolte nel suono struggente della voce di Tenco che cantava“ Un giorno dopo l’altro” alla fine di ogni puntata delle Inchieste del Commissario Maigret trasmesse dalla RAI . Una limpida esperienza di conoscenza sinestetica che mi ha formato e accompagnato per tutta la vita.
Vedendo i Simenon della Biblioteca Tribaleglobale ( ad oggi 176 titoli ) oggi rifletto anche sulla qualità estetica presente in quegli anni anche in prodotti destinati al largo consumo popolare ( come appunto la qualità dell’offerta televisiva ) .
Le copertine dei Maigret editi da Mondadori a partire dagli anni sessanta parlano, danno anima e fisicità al personaggio Maigret grazie alla genialità creativa di FERENC PINTÉR, artista geniale di origine ungherese nata ad Alassio dove rimase fino a 8 anni. Dentro la pubblicazione di un libro, anche di un giallo destinato quindi all’epoca ad un pubblico di massa e venduto a poche lire, c’era tensione verso la bellezza, la qualità, la ricerca: quei vecchi libri economici ce lo ricordano, e ci ricordano il fatto che i libri sono oggetti sacri, evocano stati di coscienza…anche quando costano poco

In times of Covid, resilience is a must. Closed in ourselves we can open ourselves to the world through our world, through the objects in which we are immersed daily and which we take for granted.
Reorganizing the Tribaleglobale Library gave me this feeling, amplified exponentially by a new look at an ancient passion, Simenon.
Galeotto was a trip to Paris, it was 1969, I was thirteen and my farsighted parent decided that I would accompany my sister Marta on a study trip.
For the son of an Italsider worker, going to Paris at that time had the same emotional impact that going to Mars would have today: I remember my mother sewing some money in my underwear to use in an emergency (they returned home intact , but we risked using them to buy the painting of a young artist from Montmartre who exercised a certain fascination on Marta ..), the janitor who came to call me in class on the day of departure (going to school was a ritual that was not supposed to lose even a minute) “They came to get Arnaldi. He must go to Paris .. “
I remember the nuances of that journey in black and white: The train, from Savona to Turin and then, in the night from Turin to the Gare de Lion … the first cafe au lait ordered by Marta, or rather the cafe olè that instinctively made me come in mind the Bullfighters … the Bois de Boulogne, the emotional storm in front of the Van Goghs exhibited at the Jeu de Paume, the Halles … but on all Simenon, indeed at the time Maigret, which I began to read with greed and that I felt in my world thanks to the mediation of TV and the great Gino Cervi, images permeated by the renewal of the unmistakable smell of the Metro, the taste of the Croque Mousieur, wrapped in the poignant sound of the voice of Tenco who sang “One day after another” at the end of each episode of the inquiries of Commissioner Maigret broadcast by RAI. A clear experience of synaesthetic knowledge that has formed and accompanied me throughout my life.
Seeing the Simenons of the Tribaleglobale Library (currently 176 titles), today I also reflect on the aesthetic quality present in those years even in products destined for popular consumption (such as the quality of the television offer).
The covers of the Maigret published by Mondadori starting from the sixties speak, give soul and physicality to the Maigret character thanks to the creative genius of FERENC PINTÉR, a brilliant artist of Hungarian origin born in Alassio where he remained up to 8 years. Inside the publication of a book, even of a thriller destined at the time to a mass audience and sold for a few lire, there was a tension towards beauty, quality, research: those old economic books remind us of this, and they remind us of the fact that books are sacred objects, they evoke states of consciousness… even when they are cheap

https://www.flickr.com/photos/tribaleglobale/albums/72157716842204591

tabula rasa. step 1/ ascolto

Tabula rasa è una espressione  latina con cui si designava la tavoletta cerata usata dai Romani per scrivere, quando era completamente cancellata (quindi disponibile ad essere usata nuovamente).

In modo discorsivo si usa per indicare una situazione – o una scelta- che cancella interamente ciò che è stato. E’ quindi una condizione comunque impegnativa e rischiosa. Se fare tabula rasa è una scelta, il rischio è addirittura perdersi , purché siamo impastati di memoria personale e collettiva. Se è uno stato di fatto, significa dovere contare solo su ciò che siamo, e non sulle conoscenze che abbiamo acquisito.

Immaginate di dovere resettare un computer perché non si riesce più a farlo funzionare.  Quanti dati perderemo? Potremo farne a meno? L’hard disk si salverà? Il problema è che a volte resettare è l’unica cosa possibile per riavviare, per verificare se la memoria è salva, e quindi riutilizzabile. Come sempre le parole insegnano: non è la tavoletta di cera ad essere viva, sapiente. E’ la umana capacità volenterosa di scriverla, e se serve di riscriverla. E ciò che siamo, ciò che sappiamo è in noi, non necessariamente in ciò che abbiamo creato.

Tribaleglobale ha sedici anni, non sono pochi per un progetto culturale. Ha usato la  bellezza come un piccone per provare a rimuovere le dure incrostazioni della mediocrità : a volte è comparso uno  splendore accecante, a volte ferite che sanguinano perché l’arte manifesta la vita, e la vita è anche sofferenza. Ha  creato centinaia di eventi, coinvolto centinaia di migliaia di persone. Google ci dice che solo quest’anno le nostre immagini sono state viste più di centomila volte. Ma è un progetto con/fuso  in un mondo confuso, in un momento in cui invece serve chiarezza. Proviamo a resettare per riavviare.

passo1/ l’ascolto.

Sulla nostra Home Page – che è appunto la pagina di casa, di presentazione, la prima pagina…- ci sono due segni tipografici : un punto interrogativo ed uno esclamativo. Il punto interrogativo è descritto , con/fusamente descritto. Se ci clicchi sopra vedi chi siamo .

Sul quello esclamativo vorremmo scrivere chi saremo, dopo avere fatto tabula rasa. Ci siamo dati un metodo, o meglio un percorso. Il primo passo è l’ascolto. Speriamo cioè che coloro che ci hanno conosciuto, anche marginalmente, siano disponibili a dare una opinione su cosa avremmo dovuto fare e su cosa dovremmo fare, scrivendo a fondazionetribaleglobale@gmail.com chiamandoci o venendoci a trovare a Onzo .

Tabula rasa is a Latin expression used to describe the waxed tablet used by the Romans to write, when it was completely erased (therefore available to be used again).

In a discursive way it is used to indicate a situation – or a choice – that completely erases what has been. It is therefore a demanding and risky condition. If making tabula rasa is a choice, the risk is even getting lost, as long as we are mixed with personal and collective memory. If it is a fact, it means having to rely only on who we are, and not on the knowledge we have acquired.

Imagine having to reset a computer as long as you can no longer operate it. How much data will we lose? Can we do without it? Will the hard disk save itself? The problem is that sometimes resetting is the only thing possible to restart, to check if the memory is saved, and therefore reusable. As always the words teach: it is not the wax tablet that is alive, wise. It is the human willingness to write it, if you need to rewrite it. And what we are, what we know is in us, not necessarily in what we have created.

Tribaleglobale is sixteen years old, not a few for a cultural project. He used beauty as a pickaxe to try to remove the harsh encrustations of mediocrity: sometimes a blinding splendor appeared, sometimes wounds that bleed because art manifests life, and life is also suffering. He has created hundreds of events, involving hundreds of thousands of people. Google tells us that our images have been viewed over a hundred thousand times this year alone. But it is a project with / melted in a confused world, at a time when clarity is needed. 

Let’s try to reset to restart. 

Step1 / listening.

On our Home Page – which is precisely the home page, the presentation page, the First page … – there are two typographic signs: a question mark and an exclamation mark. The question mark is described, with / fully described. If you click on it you see who we are.

On the exclamation mark we would like to write who we will be, after making a clean slate. We have given ourselves a method, or rather a path. The first step is listening. We hope that those who have known us, even marginally, are available to give an opinion on what we should have done and what we should do, by writing an email to fondazionetribaleglobale@gmail.com, calling us or visiting us in Onzo.

Onzo Tribaleglobale: nascono i laboratori sonori…

Per ora sono tre..
1) UNA TIRA L’ALTRA...Nando Rizzo, con i Musici a zOnzo cambia ( la ) musica
Una serie di concerti tra luglio e settembre presso la Locanda Tribaleglobale di Onzo, durante i quali il poliedrico musicista alassino eseguirà canzoni richieste dal pubblico prima nella versione originale, poi “traducendole” in altri generi musicali ..jazz, pop, blues, classico..i diversi passaggi di genere musicali saranno segnati da effetti visivi e accompagnati da cibi e bevande diversi nel tentativo di proporre una esperienza sinestetica.
2) IL CAVALLO DELLO SCIAMANO. In realtà saranno 2 workshop, entrambi organizzati su una collezione di Tamburi prevalentemente siberiani. Alcuni saranno oggetto di intervento “scritto” , ovvero saranno dipinti, altri solo suonati. Attorno mostre, conferenze e concerti…
3) RISUONARE LE ORIGINI. Partendo da una Dulcimer,
( https://it.wikipedia.org/wiki/Dulcimer ) stiamo organizzando una sezione del MAP, il nostro museo di arti primarie, completamente dedicata a strumenti musicali di tradizione popolare e provenienti da tutto il mondo.L’obiettivo non è solo esporli, ma anche suonarli…

trovate un approfondimento qui

https://issuu.com/home/published/il_tamburo_sciamnico_come_mappa_cog

TUTTI A ONZO, TRA LUGLIO E SETTEMBRE …seguite gli aggiornamenti su https://www.facebook.com/groups/2346401032346401/

For now, they are three. 1) ONE PIPE THE OTHER. Nando Rizzo changes (the) music A series of concerts between July and September at the Locanda Tribaleglobale  in Onzo, during which the multifaceted Alassio musician will perform songs requested by the public first in the original version, then "translating" them into other musical genres ..jazz, pop, blues, classic .. the different passages of musical genre will be marked by visual effects and accompanied by different foods and drinks in an attempt to propose a synaesthetic experience.
2) THE HORSE OF THE SHAMAN. In reality there will be 2 workshops, both organized on a collection of mainly Siberian drums. Some will be the subject of a "written" intervention, that is, they will be painted, others only played. Around exhibitions, conferences and concerts ... 
3) RINGING THE ORIGINS. Starting from a Dulcimer, (https://it.wikipedia.org/wiki/Dulcimer) we are organizing a section of the MAP, our museum of primary arts, completely dedicated to musical instruments of popular tradition from all over the world. 'goal is not only to expose them, but also to play them ... 
more info here
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in ONZO, BETWEEN JULY AND SEPTEMBER ... follow the updates on https://www.facebook.com/groups/2346401032346401/

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